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Gillo Dorfles
Si è spento il 2 marzo nella sua casa milanese, a 107 anni, Gillo Dorfles, storico e critico dell'arte e del design, pittore, studioso di estetica e intellettuale tra i più vivaci e poliedrici della seconda metà del Novecento italiano. Socio onorario dell'ADI, aveva fatto parte in più edizioni della giuria del Compasso d'Oro.

Dorfles è stato una delle rare figure del mondo del design a forzare i confini disciplinari e autoreferenziali per raggiungere un vasto pubblico, grazie alla varietà e all'attualità dei suoi interessi: a lui si deve, tra gli anni Sessanta e Settanta, la rivalutazione del concetto di Kitsch – da semplice  "cattivo gusto" a dimensione dell'estetica popolare di cui tener conto). Ne fece una parola d'uso comune e un concetto che per molti versi precorre il tema, tutto di oggi, del valore da attribuire al punto di vista dei non specialisti.
 
Sul terreno disciplinare agì, oltre che come studioso e docente di estetica, come sensibilissima antenna sulle tendenze in atto, resuscitando il concetto settecentesco di "gusto" come risposta al cambiamento che sull'onda della Pop Art attraversò negli anni Sessanta la cultura mondiale – nell'arte e nel design  – facendone uno dei capisaldi di un'interpretazione aderente alla cultura del tempo.
 
Una posizione che gli costò la disapprovazione della critica accademica, che lo considerava superficiale, ma che era il segno di un'instancabile curiosità per il nuovo e della capacità di riflettere secondo un metodo duttile, il cui primo scopo non era quello di giustificare posizioni acquisite, ma cercare di interpretare il presente, attraverso tutte le espressioni disponibili: pittura, fotografia, cinema, musica, teatro, design, filosofia, nessuna delle quali gli fu estranea.